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L'approfondimento economico

“Chi ama il proprio lavoro non si accontenta di quello che sa, ma è sempre alla ricerca del miglior metodo per apprendere”

I signori con la chiave a stella

Prof. Piero Cenerini
Prof. Piero Cenerini Dottore commercialista Docente di Economia aziendale

di Piero Cenerini
pierocenerini@outlook.it

Come ho già detto altre volte esiste una letteratura che affronta gli argomenti del lavoro e della impresa. Famoso è il libro di Primo Levi intitolato “La chiave a stella” che ha vinto il premio Strega del 1978.

Di questo libro mi piace ricordare soprattutto questa frase: “se si escludono istanti prodigiosi e singolari che il destino ci può donare, l'amore per il proprio lavoro (che purtroppo è un previlegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra, ma questa è una verità che non molti conoscono”. Questa frase Levi l'ha fatta dire a TINO FAUSSONE che è un operaio specializzato nel montaggio di gru, ponti sospesi e strutture meccaniche che conosce gente, acquista cultura, conosce nuove lingue, naturalmente usando la sua chiave a stella.

Costui è un signore che è felice come il marito che ama la moglie. Al lavoro e alla moglie dona la maggior parte del proprio tempo quasi nella stessa misura: nella stessa misura va con entusiasmo al lavoro e torna a casa.

Questo signore, maniaco sul lavoro nel rispetto delle tolleranze, se imprenditore, crea la fortuna dei propri clienti, se dipendente, collabora con l'imprenditore. Se manca l'accordo con un socio o con l'imprenditore troverà facilmente per la professionalità acquisita una altra azienda.

Chi ama il proprio lavoro non si accontenta di quello che sa, ma è sempre alla ricerca del miglior metodo per apprendere ed è normale che sia portato ad insegnare agli altri e quindi diventare un capo e a volte guadagnarsi la qualifica di dirigente. Studiare serve. Molto.

La migliore combinazione è fare studi superiori su argomenti e tecniche che poi si usano sul lavoro anche se a volte ciò non succede: può accadere che un ragioniere diventi un tecnico e un tecnico acquisti la professionalità di un ragioniere!.

L'importante è che dalla scuola si sia imparato il metodo per apprendere.

L'ingegnere per tutta la matematica che ha dovuto studiare finisce per diventare molto efficiente, l'architetto dalla storia dell'arte apprende soluzioni che spesso il committente non vede. La campanelliera è piena zeppa di titoli. I dottori si sprecano.

Ma in Francia, che è un paese civile, il parcheggiatore abusivo chiama il cliente Monsieur e in America viene chiamato Mister.

Nei campanelli a volte viene indicato semplicemente il nome e il cognome. Fra questi troviamo i periti industriali che in genere non fanno precedere il loto nome dalla sigla p. i. Eppure questi ultimi costituiscono la fortuna della piccola, media ed a volte anche grande impresa italiana.

Mi piace citarne alcuni che ho avuto la fortuna di conoscere.



GAIANI ROMEO
Era il padre di un mio compagno di scuola. Sereno, equilibrato, colto, era stato fatto prigioniero dagli americani e inviato in America. Nella ditta per cui lavorava aveva una posizione di responsabilità e spesso si trasferiva in America per sistemare un non corretto funzionamento di una macchina per imballaggio.
OSCAR PIATESI
Anche lui un p. i. Lui non bussava alla porta per vendere macchinari ma veniva chiamato dagli imprenditori per attuare modifiche alle macchine esistenti al fine di accelerare i tempi di lavorazione. Si guadagnò la qualifica di dirigente.
MASSIMO ALVONI
Un ragazzo che montava e rimontava nel suo garage la sua motocicletta per migliorarne le prestazioni. E' stato assunto dalla DUCATI. Chi può essere più felice di lui sul lavoro? Spesso va in trasferta dove porta la sua professionalità. Accende il motore e sente il rumore che per lui è musica.

La cultura è un'altra cosa. Ci sono corsi di studi che favoriscono la cultura ma più spesso bisogna cercarsela e spesso la trovano anche quelli che nei campanelli indicano solo il nome e il cognome.

La poesia poi viene dal cuore e il cuore lo abbiamo tutti. Con il tempo finiamo per citare frasi, parole, concetti di altri che abbiamo apprezzato in modo particolare che finiremo per citare in un nostro discorso o in uno scritto.